Il primo editoriale della storia di Mediares dà una risposta interessante al quesito. Queste le parole che leggiamo sulle pagine del numero 1.

“Una rivista nasce perché nasce. La tautologia non è in questo caso una mera ridondanza, ma la più semplice delle spiegazioni: una rivista nasce perché qualcuno lo decide, senza che necessariamente esista o sia nota la ragione per la quale la pubblicazione viene effettuata.
Ma quando si tratta di una rivista in tema di mediazione, come questa, e quando la sua nascita è frutto della concorde decisione di tre autorevoli promotori, come l’Associazione Ge.A. di Milano, il Centro C.R.I.S.I. di Bari ed alcuni esponenti del Dipartimento di Scienze psichiatriche e di Medicina psicologica dell’Università «La Sapienza» di Roma, allora la situazione cambia. Allora vi è da pensare che si tratti di un’esigenza ampiamente diffusa, di un bisogno sentito in contesti culturali, territoriali ed operativi differenti. E allora la domanda da porre non dovrebbe essere perché nasce questa rivista, ma quella opposta, e cioè perché in Italia, a differenza che in altri Paesi, una rivista in tema di mediazione non sia ancora nata…”